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Il versetto ”Incoraggia i credenti alla guerra” non è istigazione alla guerra

Islam è una parola che ha origine dalla pace. È evidente che coloro che cercano di presentare l’Islam, che ha la pace alla sua base, come una religione di guerra e di barbarie sono ignari dei versetti del Corano. Nell’Islam la guerra è un diritto soltanto e soltanto se c’è un’aggressione. Naturalmente, quando c’è un’aggressione, si fa ciò che va fatto a scopo di difesa. Nell’Islam togliere una vita al di fuori della guerra e del qisas è equiparato all’uccidere l’intera umanità ed è tra i peccati più grandi. Prima di entrare nel nostro vero argomento voglio aggiungere alcuni versetti che spiegano la condizione d’inizio della guerra nel Corano.

أُذِنَ لِلَّذِينَ يُقَٰتَلُونَ بِأَنَّهُمْ ظُلِمُوا۟ وَإِنَّ ٱللَّهَ عَلَىٰ نَصْرِهِمْ لَقَدِيرٌ

A coloro contro i quali è stata dichiarata guerra (ai credenti, di combattere) è stato dato il permesso, per il fatto che subiscono ingiustizia. (Sura Al-Hajj, 39)

وَقَٰتِلُوا۟ فِى سَبِيلِ ٱللَّهِ ٱلَّذِينَ يُقَٰتِلُونَكُمْ وَلَا تَعْتَدُوٓا۟ إِنَّ ٱللَّهَ لَا يُحِبُّ ٱلْمُعْتَدِينَ

Combattete sulla via di Allah contro coloro che combattono contro di voi, (ma) non eccedete. Certo Allah non ama coloro che eccedono. (Sura Al-Baqara, 190)

Finché essi non combattono contro di voi, voi non combatteteli presso Masjid Al-Haram. Se combattono contro di voi, anche voi combatteteli… (Sura Al-Baqara, 191)

Come si comprende molto chiaramente anche dai versetti, i musulmani non entrano mai in guerra senza motivo. Entrano in guerra sempre quando viene dichiarata loro guerra; quando la loro vita, i loro beni e il loro onore sono minacciati, a scopo di difesa di queste cose. Ora, tenendo conto di questi versetti, esaminiamo il versetto ”incoraggia i credenti alla guerra” che gli amici atei portano continuamente all’ordine del giorno.

O Profeta, prepara e incoraggia i credenti alla guerra… (Sura Al-Anfal, 65)

Quando prendete e aggiungete un versetto in modo locale potete ricavarne significati molto diversi. Per esempio la sura An-Nisa 43 dice ”Non avvicinatevi alla preghiera finché, ubriachi, non sappiate ciò che dite”. Se di questo versetto prendete solo la parte ”non avvicinatevi alla preghiera”, vi si presenta un significato del tutto diverso. Anche nel versetto 65. della sura Al-Anfal si tratta di una situazione del genere.

Quando guardate ciò che precede il versetto; nel versetto 56. della sura Al-Anfal si parla della gente della negazione che rompe i propri patti. Quando guardate il versetto 58. della sura Al-Anfal, si dice: se sospettate il tradimento di una comunità con cui avete fatto un patto, in tal caso comunicate loro che neanche voi resterete fedeli al patto. E alla fine del versetto, dicendo ”Allah non ama coloro che tradiscono”, si condanna il tradimento della controparte. Nel versetto 60. della sura Al-Anfal si comunica che bisogna fare una preparazione materiale come precauzione e dissuasione contro i tradimenti e gli attacchi della gente della negazione che rompe il patto e tradisce. Si dice ”Preparate cavalli forti e ben pasciuti”. Nel versetto 61. della sura Al-Anfal, invece, in questo periodo di preparazione si dice ”se essi mostrano inclinazione alla pace, mostra anche tu inclinazione ad essa ”. Cioè non la guerra, ma la pace ha sempre la priorità. Ma se la controparte insiste nella guerra, allora diventa inevitabile. E quando si crea una situazione di guerra, ciò che farà un comandante è preparare materialmente e moralmente i suoi soldati alla guerra e incoraggiarli.

Pensiamo alle condizioni odierne; anche se non partecipano ad alcuna guerra, i paesi, come precauzione contro il rischio di una possibile guerra, sono preparati e addestrati in fatto di soldati e munizioni. E questo in ogni paese è incoraggiato. Nella Guerra d’Indipendenza anche Mustafa Kemal Atatürk preparò materialmente e moralmente i suoi soldati alla guerra e li incoraggiò, li motivò psicologicamente per questa dura situazione.

La frase ”Eserciti, il nostro primo obiettivo è il Mediterraneo” è il simbolo della determinazione a cacciare il nemico dal suolo della patria. Alla base di questa sua frase, che contiene un incoraggiamento alla guerra, c’è la difesa contro il nemico delle terre messe sotto occupazione. Atatürk, dicendo ”Se non è per la difesa della patria, la guerra è un delitto.”, ha mostrato anche la sua fedeltà al versetto 32. della sura Al-Ma'ida. Come comandante che ottiene vittoria su vittoria, determinato a liberare le terre del paese dall’occupazione nemica, disse ai suoi soldati “Io non vi ordino di attaccare, vi ordino di morire”. Quando si crea una situazione di guerra un comandante stabilisce la sua strategia, sviluppa le tattiche con cui farà la sua difesa e motiva/incoraggia i suoi soldati ad applicarle. Anche il profeta Muhammad, quando è avvenuta la guerra, come comandante ha motivato e incoraggiato i suoi soldati in questa direzione. Ed è così che deve essere.

Conclusione: la ragione che sta dietro i versetti del Corano che parlano di guerra e di morte è il tentativo di attaccare i musulmani e di cacciarli dalle loro dimore. Di fronte a questa azione diventa un diritto per i musulmani difendersi. E quando avviene la guerra le persone non si regalano fiori a vicenda, uccidono per non morire. E anche il comandante che sta al vertice, per non essere sconfitto in guerra, dà coraggio ai suoi soldati.

Allah non vi distoglie dal fare del bene e dal comportarvi con giustizia verso coloro che non vi combattono in materia di religione e non vi hanno scacciati dalle vostre dimore. Perché Allah ama coloro che agiscono con giustizia. (Sura Al-Mumtahina, 8) dicendo così, ordina che si sia giusti e si faccia del bene a chi non cerca di cacciare il musulmano dalla sua dimora e a chi non combatte.