Lo stile incomparabile del Corano e la sua sapienza superiore sono la prova definitiva del fatto che esso è la parola di Allah. Il Corano possiede inoltre numerose caratteristiche miracolose che dimostrano che è stato rivelato da Allah. Una di queste caratteristiche è che verità scientifiche portate alla luce con la tecnologia del XX secolo erano state annunciate nel Corano 1400 anni fa.
Naturalmente il Corano non è un libro di scienza. Tuttavia alcune verità scientifiche, enunciate in vari suoi versetti in modo estremamente dettagliato e sapiente, sono state scoperte solo con la tecnologia del XX secolo. Queste informazioni, che all’epoca della rivelazione del Corano non era possibile dimostrare scientificamente, provano ancora una volta agli uomini del nostro tempo che il Corano è la parola di Allah.
Per comprendere il miracolo scientifico del Corano bisogna anzitutto dare uno sguardo al livello della scienza nell’epoca in cui questo Libro divino fu rivelato.
Nel secolo in cui fu rivelato il Corano, la società araba aveva molte superstizioni e false credenze in materia scientifica. Gli arabi, che non possedevano una tecnologia con cui studiare l’universo e la natura, credevano alle leggende tramandate di generazione in generazione. Pensavano, per esempio, che il cielo si reggesse in alto grazie alle montagne. Secondo questa credenza la Terra era piatta e ai suoi due lati vi erano alte montagne. Pensavano che ciascuna di queste montagne sostenesse in alto la volta celeste come una colonna.
Ma tutte queste false credenze della società araba scomparvero con i versetti rivelati da Allah. Questo versetto, per esempio, afferma che non è vera la credenza secondo cui il cielo si regge in alto grazie alle montagne:
«È Allah che ha innalzato i cieli senza colonne visibili...»
Su molti altri argomenti simili il Corano forniva importanti informazioni che nessun uomo di quell’epoca conosceva.
Nel Corano, rivelato in un’epoca in cui gli uomini avevano pochissime conoscenze di astronomia, fisica o biologia, vi erano informazioni precise e corrette su molti argomenti, dalla creazione dell’universo alla creazione dell’uomo, dalla struttura dell’atmosfera alle leggi che regolano la Terra.
Diamo ora uno sguardo ad alcuni di questi miracoli scientifici del Corano.
«È Allah che ha innalzato i cieli senza sostegni!»
Questa informazione data da Allah nel Corano coincide perfettamente con le scoperte scientifiche moderne. La conclusione certa a cui è giunta oggi l’astrofisica è che l’intero universo, insieme alle dimensioni della materia e del tempo, ha avuto origine nell’istante zero con una grande esplosione. La teoria della “Grande Esplosione”, nota con il suo nome originale di “Big Bang”, ha dimostrato che l’intero universo è venuto all’esistenza dal nulla circa 15 miliardi di anni fa con l’esplosione di un unico punto. La teoria del Big Bang è oggi la spiegazione scientifica dell’origine e dell’inizio dell’universo accettata unanimemente da tutti gli ambienti scientifici.
Prima del «Big Bang» non esisteva nulla che si potesse chiamare materia. Materia, energia e tempo sono stati creati in una condizione di non-esistenza, concepibile in modo del tutto metafisico, in cui non esistevano né materia né energia e neppure il tempo. Questa grande verità scoperta dalla fisica moderna, Allah ce l’ha annunciata nel Corano 1400 anni fa.
L’espansione dell’universo
Nel Sacro Corano, rivelato 14 secoli fa in un’epoca in cui l’astronomia non si era ancora sviluppata, l’espansione dell’universo è annunciata così:
«Abbiamo costruito il cielo con la Nostra potenza e in verità siamo Noi che lo stiamo espandendo»
In molti passi del Corano la parola “cielo” presente nel versetto è usata nel senso di «spazio» e di «universo». Anche qui ha questo significato. Allah, cioè, ha affermato nel Corano che l’universo si sta espandendo. È proprio questa la conclusione a cui è giunta oggi la scienza.
Fino all’inizio del nostro secolo l’unica idea dominante nel mondo scientifico era che “l’universo ha una struttura statica ed esiste da sempre”. Nel nostro tempo, però, le ricerche, le osservazioni e i calcoli compiuti con l’aiuto della tecnologia hanno rivelato che l’universo ha avuto un inizio e che si sta “espandendo” costantemente.
All’inizio del XX secolo il fisico russo Alexander Friedmann e l’astrofisico belga Georges Lemaître calcolarono teoricamente che l’universo è in costante movimento e si espande.
Questa verità fu dimostrata anche attraverso l’osservazione nel 1929. L’astronomo americano Edwin Hubble, studiando il cielo con un gigantesco telescopio, scoprì che le stelle e le galassie si allontanano costantemente le une dalle altre. E un universo in cui tutto si allontana costantemente da tutto significava un universo in costante “espansione”. Il fatto che l’universo si stia espandendo fu precisato anche dalle osservazioni compiute negli anni successivi.
Questa verità, però, era stata rivelata nel Corano quando nessun uomo ancora la conosceva. Perché il Corano è la parola di Allah, Creatore e Signore dell’intero universo.
Le orbite
Nel Corano, quando dà informazioni sul Sole e sulla Luna, Allah afferma anche che ciascuno di essi ha una determinata orbita:
«È Lui che ha creato la notte e il giorno, il Sole e la Luna. Ciascuno di essi naviga nella propria orbita»
Queste verità affermate nel Corano sono state rivelate dalle osservazioni astronomiche del nostro tempo. Secondo i calcoli degli esperti di astronomia, il Sole si muove in direzione della stella Vega, lungo un’orbita chiamata «Solar Apex», alla velocità di 720 mila chilometri all’ora. In base a questo calcolo il Sole percorre ogni giorno 17 milioni 280 mila km. Insieme al Sole percorrono la stessa distanza anche tutti i pianeti e i satelliti che si trovano nel suo campo gravitazionale. Inoltre, anche tutte le stelle dell’universo possiedono un movimento pianificato di questo genere.
Che orbite di questo tipo siano state stabilite per l’intero universo, Allah lo annuncia ancora nel Corano così:
«Per il cielo solcato da (innumerevoli) vie (di stelle)...»
Nell’universo esistono circa 200 miliardi di galassie, e in ogni galassia vi sono circa 200 miliardi di stelle. La maggior parte di queste stelle ha dei pianeti, e questi pianeti hanno dei satelliti. Tutti questi corpi celesti hanno orbite definite con grande precisione e da milioni di anni ciascuno di essi si muove nella propria orbita in perfetta armonia e ordine con gli altri. Oltre a questi, esistono numerose comete, che si muovono anch’esse lungo orbite determinate.
Le orbite nell’universo non riguardano soltanto i corpi celesti. Anche le galassie si muovono a velocità sorprendenti lungo orbite pianificate e precise. Muovendosi in questo modo non si scontrano con nessun corpo celeste e le loro traiettorie non si incrociano. Si è osservato perfino che alcune galassie passano l’una attraverso l’altra senza toccarsi.
Naturalmente, all’epoca della rivelazione del Corano l’umanità non possedeva, come oggi, telescopi capaci di osservare lo spazio fino a distanze di milioni di chilometri, tecnologie di osservazione avanzate e moderne conoscenze fisiche e astronomiche. Di conseguenza, in quell’epoca era impossibile stabilire scientificamente che l’universo, come afferma anche il versetto, è “solcato da (innumerevoli) vie (di stelle)”. Soltanto nel Sacro Corano, rivelato in quell’epoca, questa verità ci viene annunciata chiaramente, perché il Corano è la parola di Allah.
Il tetto protettivo
Nel Corano Allah richiama così l’attenzione su un’interessante caratteristica del cielo:
«E abbiamo fatto del cielo un tetto protetto. Eppure (i miscredenti) si allontanano dai Nostri segni»
Questa caratteristica del cielo è stata dimostrata dalle ricerche scientifiche del XX secolo.
L’atmosfera che circonda la Terra da ogni lato svolge funzioni estremamente vitali per la continuazione della vita. Fonde e distrugge numerosi meteoriti, grandi e piccoli, che si avvicinano alla Terra e impedisce che, cadendo sulla superficie terrestre, causino gravi danni agli esseri viventi.
Come si vede da questa illustrazione, le comete sono una fonte di pericolo molto seria per il nostro pianeta. Ma Allah, con la Sua creazione perfetta, ha fatto dell’atmosfera un tetto protettivo.
Inoltre, l’atmosfera filtra anche i raggi provenienti dallo spazio che sono dannosi per gli esseri viventi. È interessante notare che l’atmosfera lascia passare soltanto le radiazioni in quantità innocue, cioè la luce, i raggi infrarossi e le onde radio. Perché queste sono le radiazioni necessarie alla vita. I raggi ultravioletti che l’atmosfera lascia passare in una certa quantità sono di grande importanza per il processo di fotosintesi nelle piante e, di conseguenza, per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. La maggior parte dei potenti raggi ultravioletti emessi dal Sole viene filtrata nello strato di ozono dell’atmosfera, e sulla Terra ne giunge solo la piccola parte necessaria alla vita.
La funzione protettiva dell’atmosfera non finisce qui. È ancora grazie all’atmosfera che la Terra è protetta dal freddo glaciale dello spazio, di circa -270 gradi.
Non è soltanto l’atmosfera a proteggere la Terra dagli effetti dannosi. Insieme all’atmosfera, anche uno strato che si forma nel campo magnetico terrestre, chiamato “fasce di Van Allen”, svolge la funzione di scudo contro le radiazioni dannose che giungono sul nostro pianeta. Queste radiazioni, emesse continuamente dal Sole e dalle altre stelle, hanno un effetto letale per gli esseri umani. In particolare, le esplosioni di energia che si verificano spesso sul Sole e che sono chiamate “brillamenti” sarebbero abbastanza potenti da distruggere tutta la vita sulla Terra, se non ci fossero le “fasce di Van Allen”.
Si è stabilito che l’energia sprigionata da un brillamento avvenuto negli anni scorsi era 100 miliardi di volte più potente della bomba atomica sganciata su Hiroshima. 58 ore dopo il brillamento furono osservati movimenti eccessivi negli aghi delle bussole e, a 250 km di altitudine nell’atmosfera terrestre, la temperatura salì improvvisamente a 2500 °C.
In breve, sulla Terra è all’opera un sistema perfetto che la circonda e la protegge dai pericoli esterni. Questa caratteristica di scudo protettivo del cielo, Allah ce l’ha annunciata nel Corano secoli fa.
Il cielo che fa ritornare
Nell’11° versetto della Sura at-Tariq del Sacro Corano si parla della caratteristica del cielo di “far ritornare”.
La parola tradotta nel versetto con “che fa ritornare” significa “che rimanda indietro” o “che fa compiere un ciclo”.
È interessante che questa caratteristica del cielo affermata nel Corano sia stata stabilita scientificamente secoli dopo la rivelazione del Corano.
È noto che l’atmosfera che circonda la Terra è composta da diversi strati. Ogni strato ha un’importante funzione al servizio della protezione della vita. Studiandoli, si è stabilito che ogni strato possiede la proprietà di rimandare verso lo spazio o verso la superficie terrestre le sostanze o le radiazioni che vi giungono.
Per esempio, la troposfera, a 13-15 km di altitudine, fa sì che il vapore acqueo che sale dalla superficie terrestre si condensi e ritorni sotto forma di pioggia.
L’ozonosfera, a 25 km di altitudine, riflette le radiazioni e i dannosi raggi ultravioletti provenienti dallo spazio e fa sì che ritornino nello spazio prima di raggiungere la superficie terrestre.
Lo strato della ionosfera, a sua volta, riflette come un satellite le onde radio trasmesse dalla superficie terrestre verso diverse regioni della Terra, permettendo di ricevere a grandi distanze le telefonate senza fili e le trasmissioni radiofoniche e televisive.
Lo strato della magnetosfera, infine, rimanda nello spazio le particelle radioattive dannose emesse dal Sole e dalle altre stelle prima che raggiungano la superficie terrestre.
Gli strati dell’atmosfera
Una delle informazioni sull’universo che Allah dà nei versetti del Corano è che il cielo è ordinato in sette strati:
«È Lui che ha creato per voi tutto ciò che c’è sulla terra, poi Si è rivolto al cielo e lo ha ordinato in sette cieli. Egli conosce ogni cosa!»
«Poi Allah Si rivolse al cielo, che era fumo... Allah li formò (i cieli) in sette (strati di) cieli in due giorni e rivelò a ogni cielo il suo compito...»
Nel Corano la parola cielo è usata sia per indicare l’intero universo sia per indicare il cielo sopra la Terra. Prendendo la parola in questo secondo significato, se ne deduce che il cielo sopra la Terra, in altre parole l’atmosfera, è composto da 7 strati.
E infatti oggi è noto che l’atmosfera terrestre è formata da diversi strati sovrapposti. Per di più, come afferma il versetto, da esattamente sette strati principali...
Gli scienziati hanno scoperto che l’atmosfera è formata da molti strati. Gli strati si distinguono gli uni dagli altri per precise caratteristiche fisiche, come la pressione e la combinazione dei gas che li compongono... Lo strato dell’atmosfera più vicino alla Terra è la “TROPOSFERA”. Costituisce il 90% della massa totale dell’atmosfera... Lo strato al di sopra della troposfera è la “STRATOSFERA”... Lo strato della stratosfera in cui vengono assorbiti i raggi ultravioletti si chiama “OZONOSFERA”... Lo strato al di sopra della stratosfera è chiamato “MESOSFERA”... Al di sopra della mesosfera si trova la “TERMOSFERA”... I gas ionizzati formano all’interno della termosfera uno strato chiamato “IONOSFERA”... Lo strato più alto dell’atmosfera terrestre si estende da 450 km a 960 km. Questo strato si chiama “ESOSFERA”.46
Contando gli strati indicati in questa fonte, vediamo che l’atmosfera, come afferma il versetto, è composta esattamente da 7 strati:
1- TROPOSFERA 2- STRATOSFERA 3- OZONOSFERA 4- MESOSFERA 5- TERMOSFERA 6- IONOSFERA 7- ESOSFERA Un altro importante miracolo su questo argomento è espresso nella frase “e rivelò a ogni cielo il suo compito” del 12° versetto della Sura Fussilat. Si annuncia, cioè, che Allah ha assegnato a ogni strato una funzione precisa. In effetti, come abbiamo visto nelle sezioni precedenti, ciascuno degli strati sopra elencati svolge funzioni vitali per il bene degli esseri umani e di tutti i viventi sulla Terra. Dalla formazione della pioggia al blocco delle radiazioni dannose, dalla riflessione delle onde radio alla neutralizzazione dei meteoriti, ogni strato ha una sua funzione specifica.
Che queste informazioni, impossibili da ottenere senza la tecnologia del XX secolo, siano state affermate chiaramente nel Sacro Corano rivelato 1400 anni fa è un grandissimo miracolo.
La funzione delle montagne
Nel Corano si richiama l’attenzione sull’importante funzione geologica delle montagne:
«E abbiamo posto sulla terra montagne salde, affinché non oscilli con loro...»
Se facciamo attenzione, vediamo che si annuncia che le montagne hanno la proprietà di impedire gli scuotimenti della superficie terrestre.
Questa verità, che nessun uomo conosceva all’epoca della rivelazione del Corano, è diventata nota grazie alle scoperte della geologia moderna. Secondo le scoperte geologiche, le montagne si formano in seguito ai movimenti e alle collisioni delle grandissime placche che costituiscono la crosta terrestre.
Quando due placche si scontrano, quella più resistente scivola sotto l’altra. La placca che rimane sopra si solleva e forma le montagne. La placca che rimane sotto, invece, muovendosi sotto terra, forma un prolungamento profondo verso il basso. Le montagne, cioè, oltre alle parti che vediamo sopra la terra, hanno anche radici che si estendono altrettanto sotto terra.
In questo modo le montagne, estendendosi verso l’alto e verso il basso nei punti di giunzione delle placche terrestri, fissano queste placche l’una all’altra. Così stabilizzano la crosta terrestre e ne impediscono lo scivolamento sullo strato di magma o tra le sue stesse placche. In breve, possiamo paragonare le montagne ai chiodi che uniscono le assi di legno.
In un altro versetto Allah, a causa di questa loro funzione, paragona le montagne a “pioli” e dice:
«Non abbiamo forse fatto della terra un giaciglio?! E delle montagne pioli?!»
Questa proprietà stabilizzatrice delle montagne è espressa nella letteratura scientifica con il termine “isostasia”. Il significato di isostasia è il seguente:
«Isostasia: in geologia, il mantenimento dell’equilibrio generale della crosta terrestre grazie alla forza di gravità che le montagne generano sotto la superficie terrestre».47
Come si vede, una funzione molto importante delle montagne, scoperta dalle moderne ricerche geologiche e sismiche, era stata annunciata secoli fa nel Sacro Corano come esempio della sapienza superiore che prova l’esistenza di Allah. In un altro versetto si dice:
«Allah ha creato i cieli senza colonne visibili, affinché (la terra) non vacilli con voi...»
Nel Corano, quando si afferma che per Allah è molto facile risuscitare gli uomini dopo la morte, si richiama l’attenzione in particolare sui polpastrelli delle dita:
«Pensa forse l’uomo che (nel Giorno della Resurrezione) non riuniremo le sue ossa?! Sì, Noi siamo capaci di ricomporre perfino le punte delle sue dita!»
L’enfasi posta sui polpastrelli è estremamente sapiente. Perché le impronte digitali di ogni essere umano appartengono esclusivamente a lui. L’impronta digitale di ogni persona che vive sulla Terra è diversa da quella di tutte le altre. Allo stesso modo, anche quelle degli uomini vissuti nel corso della storia sono diverse le une dalle altre.
Proprio per questo l’impronta digitale è considerata una “carta d’identità” molto importante, propria di ciascuno, ed è usata a questo scopo in tutto il mondo.
Ma la cosa importante qui è che l’impronta digitale è stata scoperta soltanto alla fine del XIX secolo. Prima di allora gli uomini consideravano le impronte digitali come linee prive di qualsiasi particolarità e significato. Nel Corano, invece, si mettono in risalto le impronte digitali, che allora non attiravano l’attenzione di nessuno, e si richiama l’attenzione sulla loro importanza, nota soltanto ai nostri giorni.
Il movimento delle montagne
In un versetto si afferma che le montagne non sono immobili come sembrano, ma si muovono costantemente:
«Guardando le montagne, le crederai immobili, mentre esse passano come passano le nuvole»
Il movimento delle montagne deriva dal movimento della crosta terrestre su cui si trovano. La crosta terrestre si muove galleggiando, per così dire, sullo strato del mantello, che è più denso di essa. All’inizio di questo secolo uno scienziato tedesco di nome Alfred Wegener affermò per primo che i continenti della Terra erano uniti nei primi periodi della storia del pianeta e che in seguito, muovendosi in diverse direzioni, si erano separati allontanandosi gli uni dagli altri.
Tuttavia i geologi riuscirono a dimostrare che Wegener aveva ragione soltanto 50 anni dopo la sua morte, cioè negli anni Ottanta. Come Wegener aveva affermato in un articolo pubblicato nel 1915, le terre emerse erano unite tra loro circa 500 milioni di anni fa, e questa grande massa di terra, chiamata Pangea, comprendeva il polo sud.
Circa 180 milioni di anni fa la Pangea si divise in due parti. Uno di questi due giganteschi continenti, che si mossero in direzioni diverse, fu il Gondwana, che comprendeva l’Africa, l’Australia, l’Antartide e l’India. L’altro era la Laurasia, formata dall’Europa, dal Nord America e dall’Asia senza l’India. Dopo questa frammentazione, nell’arco di circa 150 milioni di anni, in momenti diversi, il Gondwana e la Laurasia si divisero in parti più piccole.
Questi continenti, formatisi con la frammentazione della Pangea, scivolano sulla superficie terrestre alla velocità di alcuni centimetri all’anno, modificando costantemente il confine tra la terra e il mare.
Questo movimento della crosta terrestre, scoperto grazie alle ricerche geologiche compiute all’inizio del XX secolo, è spiegato così nelle fonti scientifiche:
«La superficie terrestre, spessa 100 km e formata dalla crosta e dal mantello superiore, è costituita da parti chiamate “placche”. Esistono sei grandi placche e numerose placche minori che formano la superficie terrestre. Secondo la teoria chiamata “tettonica delle placche”, queste placche si muovono sulla Terra trasportando con sé i continenti e il fondo degli oceani... Si è calcolato che il movimento dei continenti è di 1-5 cm all’anno. Man mano che le placche si muovono in questo modo, si verificano cambiamenti nella geografia della Terra. Per esempio, l’Oceano Atlantico ogni anno si allarga un po’ di più».48
Qui va sottolineato in particolare un punto importante: nel versetto Allah ha descritto il movimento delle montagne come un “passare”. E infatti anche il termine inglese che gli scienziati usano oggi per questo movimento è “Continental Drift”, cioè “deriva dei continenti”.49
Il fatto che questa verità scientifica, scoperta di recente dalla scienza, sia affermata nel Corano è senza dubbio uno dei miracoli del Corano.
I venti fecondatori
In un versetto del Corano si richiama l’attenzione sulla proprietà “fecondatrice” dei venti e sulla formazione della pioggia che ne deriva:
«E inviamo i venti carichi (di nuvole), facciamo scendere l’acqua dal cielo e con essa vi dissetiamo»
Nel versetto si richiama l’attenzione sul fatto che la prima fase della formazione della pioggia sono i venti. In realtà, fino all’inizio di questo secolo non si sapeva che esistesse un legame tra il vento e la caduta della pioggia. Che i venti svolgano un importante ruolo “fecondatore” nella formazione della pioggia è stato scoperto dagli studi meteorologici moderni.
Questa proprietà fecondatrice dei venti si realizza così:
Sulla superficie degli oceani e dei mari, in seguito alla formazione di schiuma, si formano in ogni momento innumerevoli bollicine d’aria. Quando queste bollicine scoppiano, lanciano nell’aria migliaia di particelle del diametro di un centesimo di millimetro. Queste particelle, chiamate “aerosol”, si mescolano con le polveri trasportate dai venti dalla terraferma e vengono portate negli strati superiori dell’atmosfera. Le particelle trasportate così in alto dai venti si combinano lì con il vapore acqueo. Il vapore acqueo si raccoglie intorno a queste particelle, si appesantisce e si trasforma in gocce d’acqua. Queste gocce d’acqua prima si uniscono formando le nuvole e, dopo un po’ di tempo, scendono sulla Terra sotto forma di pioggia.
Come si vede, i venti “fecondano” il vapore acqueo che si trova libero nell’aria con le particelle che trasportano dai mari e così permettono la formazione delle nuvole di pioggia.
Se i venti non avessero questa proprietà, nell’alta atmosfera non si formerebbero gocce d’acqua e non esisterebbe nulla di simile alla pioggia.
Il punto essenziale qui è che questo ruolo decisivo che i venti svolgono nella formazione della pioggia era stato affermato secoli fa in un versetto del Corano. E per di più in un’epoca in cui gli uomini non avevano alcuna conoscenza dei fenomeni naturali...
La misura nella pioggia
Un’altra informazione che il Corano dà sulla pioggia è che essa viene fatta cadere in una determinata misura. Nella Sura az-Zukhruf si dice:
«È Allah che ha fatto scendere dal cielo l’acqua in giusta misura. Con essa Noi ridiamo vita a una terra morta. Così anche voi sarete fatti uscire (dalle vostre tombe, risuscitati nel Giorno della Resurrezione)»
Anche questa misura nella pioggia è stata stabilita dalle ricerche del nostro tempo. Secondo i calcoli, dalla superficie terrestre evaporano 16 milioni di tonnellate d’acqua al secondo. In un anno questa quantità di vapore acqueo raggiunge i 513 trilioni di tonnellate d’acqua. Questa è anche la quantità di pioggia che cade sulla Terra. L’acqua, cioè, circola costantemente in equilibrio, “secondo una misura”. Anche la continuazione della vita sulla Terra è garantita grazie a questo ciclo dell’acqua. Anche se l’uomo usasse tutte le possibilità tecnologiche di cui dispone, non potrebbe mai riprodurre artificialmente questo ciclo.
L’acqua si muove costantemente sulla Terra secondo un ordine preciso. Anche la continuazione della vita sulla Terra è possibile grazie a questo ciclo dell’acqua.
Se in questa quantità si verificasse anche un piccolo cambiamento, dopo breve tempo si creerebbe un grande squilibrio ecologico, che porrebbe fine alla vita. Ma ciò non accade mai: la pioggia, come afferma anche il Corano, continua a cadere sulla Terra ogni anno nella stessa quantità.
I mari che non si mescolano
Una caratteristica dei mari stabilita dai ricercatori in un passato molto recente è affermata così nel seguente versetto del Corano:
«Egli ha fatto confluire i due mari. Ma tra loro vi è una barriera che non oltrepassano:
Questa caratteristica dei mari affermata nel versetto è stata scoperta dagli oceanografi qualche tempo fa. È emerso che, a causa di una forza fisica chiamata “tensione superficiale”, le acque di mari vicini non si mescolano. La tensione superficiale, che deriva dalla diversa densità dei mari, impedisce come un muro che le acque si mescolino tra loro.
Naturalmente, ciò che è interessante è che questa verità fu affermata nel Corano in un’epoca in cui gli uomini non avevano alcuna conoscenza né della fisica, né della tensione superficiale, né dell’oceanografia.
Il sesso del bambino
Fino a tempi recenti si pensava che il sesso del bambino fosse determinato dalle cellule della madre, oppure si supponeva che le cellule provenienti dalla madre e dal padre determinassero insieme il sesso. Nel Corano, invece, su questo argomento è stata data un’informazione diversa ed è stato affermato che il maschio e la femmina sono creati “dalla goccia di sperma che viene emessa nell’utero”:
La verità di questa informazione data da Allah nel Corano è stata dimostrata anche scientificamente con lo sviluppo di scienze come la genetica e la microbiologia. È emerso che il sesso è determinato interamente dagli spermatozoi provenienti dall’uomo e che la donna non ha alcun ruolo in questo.
La causa della determinazione del sesso sono i cromosomi.
«È Lui che ha creato la coppia, il maschio e la femmina, da una goccia di sperma quando viene emessa (nell’utero)...»
Nell’immagine si vede lo sperma emesso nell’utero...
Il fattore principale nella determinazione del sesso sono i cromosomi. Dei 46 cromosomi che determinano la struttura dell’essere umano, due sono chiamati cromosomi sessuali. Questi due cromosomi sono XY nell’uomo e XX nella donna. Il motivo è che i cromosomi somigliano a queste lettere. Il cromosoma Y porta i geni maschili, il cromosoma X quelli femminili.
La formazione di un essere umano inizia con l’unione di uno di questi cromosomi, che nell’uomo e nella donna si trovano in coppie. Nella donna entrambe le parti della cellula che si divide in due in vista della fecondazione dell’ovulo portano il cromosoma X. Nell’uomo la cellula che si divide in due forma due diversi spermatozoi, che portano i cromosomi X e Y. Se il cromosoma X della donna si unisce allo spermatozoo dell’uomo che porta il cromosoma X, il bambino che nascerà sarà una femmina. Se si unisce allo spermatozoo che porta il cromosoma Y, il bambino che nascerà sarà un maschio.
Il sesso del bambino che nascerà dipende cioè da quale dei cromosomi dell’uomo si unirà all’ovulo della donna.
Senza dubbio, fino alla nascita della genetica, cioè fino al XX secolo, nulla di tutto questo era noto. Al contrario, presso molti popoli si credeva che il sesso del nascituro fosse determinato dall’organismo della donna. Per questo motivo si arrivava perfino a biasimare le donne che mettevano al mondo una figlia femmina.
Nel Corano, invece, 13 secoli prima della scoperta dei geni, fu data agli uomini un’informazione che smentiva questa falsa credenza, e fu affermato che l’origine del sesso non è la donna, ma la goccia di sperma proveniente dall’uomo.
«Leggi, nel nome del tuo Signore che ha creato! Ha creato l’uomo da un grumo di sangue. Leggi! Il tuo Signore è il Generosissimo!» (Sura al-’Alaq, 1-3).
L’“alaq” che rimane appeso nell’utero
Continuando a esaminare le informazioni che Allah dà sulla creazione dell’uomo, incontriamo ancora miracoli scientifici molto importanti.
Quando lo spermatozoo proveniente dall’uomo e l’ovulo della donna si uniscono, si forma il primo nucleo del bambino che nascerà. Questa singola cellula, chiamata in biologia “zigote”, si moltiplica dividendosi senza perdere tempo e diventa progressivamente un piccolo “pezzo di carne”.
Lo «zigote», però, non cresce nel vuoto, ma rimane appeso alla parete dell’utero. Vi si attacca per mezzo delle sue escrescenze, come radici che si piantano nel terreno. Per mezzo di queste radici può assorbire dall’organismo della madre le sostanze di cui ha bisogno per svilupparsi.
Proprio qui emerge un miracolo del Corano molto importante. Nel Corano Allah, parlando dello «zigote» che comincia a crescere attaccandosi all’utero materno, usa la parola “alaq”.
Tradotta dall’arabo, la parola “alaq” significa “una cosa che rimane appesa a un luogo”. Questa parola è usata perfino per le sanguisughe, che si attaccano alla pelle e ne succhiano il sangue.
Senza dubbio, l’uso di una parola che allude a questa caratteristica dello «zigote» che cresce nell’utero materno dimostra ancora una volta che il Corano è stato rivelato da Allah, il Signore dei mondi.
Le ossa ricoperte di muscoli
Un’altra importante informazione affermata nei versetti del Corano riguarda le fasi di sviluppo dell’essere umano nell’utero materno. Nei versetti si annuncia che nell’utero materno si formano prima le ossa e poi si formano i muscoli che ricoprono queste ossa:
«Poi abbiamo trasformato la goccia di sperma in un grumo di sangue, poi abbiamo trasformato il grumo di sangue in un pezzo di carne, poi abbiamo trasformato quel pezzo di carne in ossa, poi abbiamo rivestito le ossa di carne e infine ne abbiamo fatto una creatura del tutto diversa. Sia benedetto Allah, il migliore dei creatori!»
La scienza che studia lo sviluppo nell’utero materno è l’embriologia. Nel campo dell’embriologia, fino a tempi recenti, si pensava che le ossa e i muscoli si formassero e si sviluppassero insieme. Per questo motivo alcuni per lungo tempo hanno sostenuto che questi versetti fossero in contrasto con la scienza. Tuttavia le ricerche microscopiche compiute con l’aiuto di tecnologie avanzate hanno dimostrato che quanto affermato nel Corano è assolutamente esatto.
Queste ricerche microscopiche mostrano che nell’utero materno avviene un processo esattamente come quello descritto nei versetti. Prima il tessuto cartilagineo dell’embrione si trasforma in osso. Poi le cellule muscolari si separano dal tessuto che circonda le ossa, si uniscono e ricoprono queste ossa.
Ciò è spiegato così nella pubblicazione scientifica intitolata “Developing Human”, cioè “L’essere umano in sviluppo”:
«Nella sesta settimana, come continuazione della condrificazione, la prima ossificazione avviene nella clavicola. Alla fine della settima settimana l’ossificazione inizia anche nelle ossa lunghe. Mentre le ossa continuano a formarsi, le cellule muscolari si separano dal tessuto che circonda l’osso e formano la massa muscolare. In questo modo il tessuto muscolare intorno all’osso si divide in gruppi muscolari anteriori e posteriori.50
In breve, le fasi di sviluppo dell’essere umano descritte nel Corano coincidono perfettamente con le scoperte dell’embriologia moderna.
Le tre fasi di sviluppo del bambino nell’utero materno
Nel Corano si afferma che l’essere umano è creato nell’utero materno con una creazione in tre fasi:
«Egli vi crea nel ventre delle vostre madri, creazione dopo creazione, in tre tenebre. Questo è Allah, il vostro Signore; Sua è la sovranità. Non c’è altro dio all’infuori di Lui. Come potete allora allontanarvi?»
Se facciamo attenzione, nel versetto si allude al fatto che l’essere umano viene creato nell’utero materno attraversando tre distinte fasi di sviluppo, diverse l’una dall’altra.
E infatti oggi la biologia moderna ha rivelato che lo sviluppo embriologico del bambino nell’utero materno avviene in tre fasi diverse. Oggi questo argomento è tra le conoscenze più fondamentali in tutti i libri di embriologia usati come testi nelle facoltà di medicina. Per esempio, nella fonte intitolata “Basic Human Embryology” (Embriologia umana di base), considerata una delle fonti principali sull’embriologia, questa verità è espressa così:
“La vita nell’utero è composta da 3 fasi: preembrionale (le prime 2 settimane e mezzo), embrionale (fino alla fine dell’ottava settimana) e fetale (dall’ottava settimana alla nascita)”.51
Queste fasi, chiamate nel linguaggio medico “trimestri”, cioè “tre periodi”, sono le diverse fasi di sviluppo del bambino. Le caratteristiche principali di queste tre fasi di sviluppo sono le seguenti:
Fase preembrionale:
In questa prima fase, chiamata più spesso “1° trimestre”, lo «zigote» si moltiplica dividendosi e, dopo essere diventato una massa di cellule, si attacca alla parete dell’utero. Mentre le cellule continuano a moltiplicarsi, si organizzano in 3 strati.
Fase embrionale:
La seconda fase, chiamata anche “2° trimestre”, dura in tutto 5 settimane e mezzo, e in questo periodo l’essere vivente è chiamato “embrione”. In questa fase dagli strati di cellule si formano gli organi e i sistemi principali del corpo.
Fase fetale:
Nella fase chiamata “3° trimestre” della gravidanza l’embrione è ormai chiamato “feto”. Questa fase inizia a partire dall’ottava settimana di gravidanza e dura fino alla nascita. La differenza rispetto alla fase precedente è che ora è un essere vivente con l’aspetto esteriore di un essere umano, riconoscibile dal volto, dalle mani e dai piedi. Benché all’inizio della fase sia lungo 3 cm, tutti i suoi organi si sono già formati. La caratteristica di questa fase di 30 settimane è che, fino alla settimana del parto, il feto cresce e cambia dimensioni.
Queste informazioni sullo sviluppo nell’utero materno sono state ottenute solo grazie alle osservazioni compiute con moderni apparecchi tecnologici. Ma, come si vede, anche queste informazioni, come molte altre verità scientifiche, erano state annunciate in modo miracoloso nei versetti del Corano.
«Abbiamo raccomandato all’uomo (di fare del bene) ai suoi genitori. Sua madre lo ha portato (nel ventre) in uno stato di grande debolezza. E lo svezzamento (del bambino) avviene nell’arco di due anni. (Abbiamo detto all’uomo:) “Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori. Il ritorno finale è a Me!”»
Che nel Corano siano state date informazioni così dettagliate e corrette in un’epoca in cui l’umanità non possedeva alcuna conoscenza approfondita nel campo della medicina è, naturalmente, una prova evidente del fatto che il Corano è la Parola di Allah.
Il latte materno
Il latte materno è un alimento incomparabile creato da Allah per soddisfare pienamente il bisogno di nutrimento del bambino e per proteggerlo da possibili infezioni. Neppure gli alimenti per l’infanzia preparati con la tecnologia del nostro tempo possono sostituire questo alimento miracoloso.
I benefici del latte materno per il bambino vengono scoperti sempre di più. Una delle verità che la scienza ha scoperto sul latte materno è che è estremamente benefico che il bambino sia nutrito con il latte materno per 2 anni. Questa importante informazione, scoperta di recente dalla scienza, Allah ce l’ha comunicata 14 secoli fa con il versetto “...e il suo svezzamento avviene nell’arco di due anni...”.
Conclusione
Tutte le informazioni che abbiamo esaminato ci mostrano chiaramente una verità. Il Corano è un libro tale che tutte le notizie che contiene si sono rivelate vere, e nei suoi versetti sono state annunciate verità che nessun uomo conosceva a quell’epoca. Naturalmente questa è una prova evidente del fatto che il Corano non è parola umana. Il Corano è la parola dell’Eccelso Allah, che ha creato ogni cosa dal nulla e abbraccia con la Sua scienza tutti gli esseri.
In un versetto Allah dice a proposito del Corano:
«Se provenisse da altri che da Allah, vi troverebbero certamente molte contraddizioni»
Così come nel Corano non vi è alcuna contraddizione, ogni informazione che vi è data rivela progressivamente nuovi miracoli di questo Libro divino. Ciò che spetta all’uomo è aggrapparsi a questo Libro divino inviato da Allah e accettarlo come sua guida. In un versetto Allah ci dice:
«Questo (il Corano) è un Libro benedetto che abbiamo rivelato. Seguitelo e temete Allah, affinché possiate ricevere misericordia!»