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Perché nel Corano non ricorrono nomi di animali e frutti estranei alla geografia araba?

Un’altra affermazione che costituisce un esempio del fatto che le persone che cercano contraddizioni nel Corano, parola di Allah, avanzano alcune affermazioni non sincere persino sugli argomenti più semplici… “Il Corano parla davvero soltanto degli animali che si trovano nella geografia araba in cui è sceso e soltanto delle piante e dei frutti che crescono in quella geografia.”.

Degli animali il cui nome ricorre nel Sacro Corano, alcuni (come il maiale) sono menzionati per narrare le cose proibite, alcuni sono usati per qualificare certi comportamenti brutti dell’essere umano (come l’asino, il cane e il corvo), alcuni (come il cammello, la mosca, la zanzara e il ragno) sono narrati per la meditazione sui segni di Allah e alcuni (come il cavallo) sono menzionati per lodare gli animali.

Il nome di alcune sure del Corano porta il nome di un animale:

Sura Al-Baqara (vacca),

Sura An-Nahl (ape),

Sura Al-Ankabut (ragno),

Sura An-Naml (formica),

Sura Al-Fil.

Queste sure prendono il loro nome dagli argomenti che contengono. Per esempio, la sura Al-Baqara prende il nome dalla vacca sgozzata dai figli di Israele. En’âm nella sura Al-An'am è invece una parola che esprime insieme le specie di pecora, capra, cammello, bovino e bufalo.

Cibi conosciuti nella geografia dell’Arabia come fico, uva, melograno, dattero, oliva, miele, cipolla, aglio, cetriolo ecc. sono usati anche in vari versetti del Corano, su vari argomenti, per esempi e descrizioni….

Allora, qual è la domanda delle persone che cercano contraddizioni nel Corano?…

Perché nel Corano ricorrono i nomi di animali e cibi già conosciuti nella geografia in cui vivevano gli arabi, e non ricorrono, per esempio, frutti come melone, anguria ecc., sconosciuti in quella geografia, o nomi di animali come la balena o il pinguino?

La risposta a questa domanda è invece…

Questa non è davvero una domanda ragionevole e sincera. Si sa che ai tempi del Profeta Muhammad egli stesso usciva spesso con le carovane fuori dalla Mecca a scopo commerciale, viaggiando in geografie diverse. Se nel Corano fossero ricorsi nomi di animali e piante sconosciuti nella geografia araba, questa situazione sarebbe stata esposta alla calunnia che il Profeta, Dio non voglia, avesse scritto nel Corano questi nomi visti in questi luoghi o sentiti dagli altri mercanti, e che in questo modo si fosse procurato presso gli arabi una posizione privilegiata grazie a queste informazioni. È chiaro che queste informazioni avrebbero causato confusione anche tra gli arabi ai quali trasmetteva in prima fase…

Non il mancato ricorrere nel Corano di nomi di animali e piante non presenti nella geografia araba, ma l’esservi stati scritti sarebbe stato oggetto di contraddizione e di una domanda ragionevole. Perciò questa domanda è una domanda rivolta soltanto a provocare confusione, priva di fondamento e illogica. Nel Libro rivelato da Allah non vi è mai contraddizione.

Se nel Corano fosse stato il contrario, le persone che pongono questa domanda priva di sincerità, 1400 anni fa in Arabia come potevano le persone conoscere cibi come melone, anguria, animali come balena o pinguino. Nel Corano non si sarebbero dovuti dare come esempio animali che sarebbero stati conosciuti da tutte le persone sia in quell’epoca sia nelle epoche successive? potete essere sicuri che chiederebbero.

Il Corano è una rivelazione divina e tutti gli esseri viventi che ricorrono nel Corano sono esseri viventi che tutte le persone conosceranno sia in quell’epoca sia fino al giorno del giudizio, e la cui specie non ha quasi possibilità di estinguersi. Questo è ciò che è razionale…