Secondo il Corano mettere in discussione è vietato?

Secondo le pretese degli atei, nel Corano nel versetto 101 della Sura Al-Ma’ida si dice “ NON FARE DOMANDE- NON METTERE IN DISCUSSIONE” e in altri versetti invece si dice “PENSA”. Il Corano vieta di mettere in discussione e allo stesso tempo dice PENSA? È una contraddizione? Ora per i dettagli sottoponiamo l’argomento al Corano ed esaminiamo il versetto 101 della Sura Al-Ma’ida;
Al-Ma’ida, 101. Versetto: Voi che credete, non fate domande su cose che, una volta spiegate, non vi piaceranno. Se chiedete alla luce del Corano, vi saranno chiare. ALLAH di proposito non ne ha parlato. ALLAH è Colui che perdona, è Clemente.
Anzitutto un credente, come esigenza della sua fede, deve sapere che nella sua vita gli standard del bene e del male saranno posti da Allah. I credenti apprendono dal Corano, per mezzo del Messaggero, le leggi poste da Allah. Il Messaggero non ha l’autorità di emettere giudizi in nome della religione. Come tutti i credenti, egli stesso è tenuto a osservare alla lettera ordini e divieti. Sia il profeta Muhammad, sia tutti gli altri Messaggeri hanno risposto con la rivelazione alle domande loro rivolte che richiedevano un giudizio religioso.
Ora, il profeta Muhammad PUÒ AVER RISPOSTO con le proprie frasi a una RISPOSTA che non è nel Corano, cioè alle domande di RIVELAZIONE? Certo che no. Poiché i giudizi in nome della religione li dà solo Allah, anche il profeta Muhammad per rispondere alle domande di rivelazione ha atteso che venisse la rivelazione da Allah. Ecco, esattamente qui entra in gioco il versetto 101 della Sura Al-Ma’ida. Poiché ogni argomento che Allah ha fatto sapere come rivelazione è un ORDINE da osservare, il nostro Signore ha fatto sapere che il Messaggero/il profeta Muhammad risponda anche alle domande rivoltegli con il Corano.
Contrariamente a quanto si sostiene, nel versetto 101 della Sura Al-Ma’ida non si dice non mettete in discussione, si dice “tesu’kum:vi affliggerà” cioè non fate domande che porteranno nuovi obblighi religiosi. Dice che i divieti e gli ordini venuti con il Corano vi bastano, Allah per voi desidera la facilità, non desidera la difficoltà (2/185). Quanto alla mentalità che percepisce il versetto come non mettete in discussione, si comporta in modo del tutto lontano dalla sincerità e dalla logica. Perché le persone non “SI AFFLIGGONO” mai per il mettere in discussione, il pensare e il trovare risposte, al contrario se ne rallegrano e provano piacere nel METTERE IN DISCUSSIONE con la caratteristica della RAGIONE E DEL PENSIERO che rende l’uomo diverso dagli altri esseri viventi. Ciò che affligge le persone è invece l’essere limitate dai divieti. Il nostro Signore, poiché è Colui che conosce meglio il servo che ha creato, HA FATTO SAPERE CHE TUTTO CIÒ CHE NON È SPIEGATO NEL CORANO RIENTRA NELL’AMBITO DELLE COSE PERDONATE.
L’INTERLOCUTORE DEL CORANO È LA RAGIONE. Esaminiamo ora con versetti di esempio l’importanza che il Corano dà al pensare e al mettere in discussione;
Nel Corano si dà notizia del pentimento di coloro che andranno all’inferno e di come Allah risponderà loro. Secondo il versetto 37 della Sura Fatir i dannati all’inferno diranno così:
”Signore nostro! Facci uscire, facciamo opere buone al posto di ciò che (prima) abbiamo fatto!
Sempre secondo il versetto 37 della Sura Fatir Allah risponderà a queste persone così:
”Non vi abbiamo dato una vita tanto lunga quanto basta a far pensare chi vuole PENSARE?”
Dunque per non andare all’inferno… per trovare la retta via bisognava PENSARE.
“…Voi non pensate affatto?” (Sura Ali Imran | 65)
“…Non metterete ancora giudizio?” (Sura Al-An’am | 32) …. [Vedi…. Sura Al-A’raf | 169, Sura Yunus | 16, Sura Hud | 51, Sura Yusuf | 109, Sura Al-Anbiya | 10, Sura Al-Anbiya | 67, Sura Al-Mu’minun | 80, Sura Al-Qasas | 60, Sura As-Saffat | 138, Sura Ya-Sin | 68, Sura Al-An’am | 32, Sura Al-Hadid |17]
“…PER UNA COMUNITÀ CHE PENSA spieghiamo così i versetti uno per uno.” (Sura Ar-Rum,28)
“E diranno ancora così: “Se avessimo prestato orecchio o AVESSIMO USATO LA NOSTRA RAGIONE, non saremmo tra quelli di questo fuoco fiammeggiante.” (Sura Al-Mulk, 10)
“ALLAH fa piovere sporcizia su COLORO CHE NON USANO LA LORO RAGIONE.” (Sura Yunus, 100)
Il Corano che chiama a pensare allo stesso tempo invita anche a mettere in discussione. Ora quando valutiamo il Corano come un tutto, il Corano propone una visione di questo tipo:
Alcuni dicono cose del tipo mettere in discussione è peccato. Queste pretese non sono vere. Dire che in generale mettere in discussione sia sbagliato non è possibile secondo il Corano. Quando guardiamo al Corano vediamo che ci sono molti versetti che incoraggiano a mettere in discussione. Che cosa ci chiede il Corano di mettere in discussione?
Ecco alcuni esempi:
-Il Corano ci chiede di mettere in discussione la creazione dell’universo (Sura Al-Anbiya, 30)
-Il Corano ci chiede di mettere in discussione la creazione dell’uomo (Sura Al-Qiyama, 37)
-Il Corano ci chiede di mettere in discussione la religione dei nostri antenati (Sura Al-Baqara, 170)
– Se un libro deve venire da Allah, a quale condizione deve rispondere? Il Corano ci chiede di mettere in discussione il Corano stesso (Sura An-Nisa, 82)
-Il Corano ci chiede di mettere in discussione il profeta (Sura Yunus ,38)
-Se una religione è vera, perché deve essere monoteista? (Sura Al-Anbiya,22). Per esempio quando nel Corano guardiamo alla storia del profeta Abramo vediamo che questa storia racconta interamente un processo di messa in discussione. Per esempio; il profeta Abramo vede il sole tramontare e dice allora questo non può essere il mio Signore.
Allah non ci racconta queste cose invano? Ci insegna che in realtà si arriva alla verità mettendo in discussione.
”Se cadete in un qualche dubbio su ciò che abbiamo fatto scendere sul Nostro servo, suvvia portate una sura simile a esso, se siete sinceri nella vostra pretesa chiamate anche i vostri testimoni (aiutanti) all’infuori di Allah.” (Sura Al-Baqara, 23)
Se si può scrivere una sura migliore il Corano non può essere parola di Allah. Questa sfida rende il Corano un libro verificabile.
Per riassumere, secondo il Corano mettere in discussione non è sbagliato o vietato. Il Corano non accetta una fede imitativa, ma al contrario la fede acquisita pensando come atto consapevole basato sulla ragione. Finché non metti in discussione non avrai davvero creduto.