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Il matrimonio in età infantile non è nel Corano

Il primo argomento da ricordare a coloro che, prendendo a pretesto l’età di Aisha, attaccano il nostro profeta e sostengono che nel Corano il matrimonio in età infantile sia libero, è che i giudizi si apprendono solo dal Corano e che non devono dare credito alle fonti che non concordano con il Corano. Allah dice: ”Noi non abbiamo tralasciato nulla nel libro…” (Sura Al-An’am, 38). Nel Corano, che non ha mancanze, è stato certamente indicato anche il tempo di un argomento importante come il matrimonio.

Mettete alla prova gli orfani fino all’età in cui giungeranno al matrimonio; se vedete in loro una (rüşd) maturazione, date subito loro i loro beni. .. (Sura An-Nisa, 6)

“non avvicinatevi al bene dell’orfano, se non nel modo più bello, finché egli non giunga all’età adulta…” (Sura Al-An’am, 152)

Se leggete attentamente i versetti, dice mettete alla prova gli orfani ”fino all’età in cui giungeranno al matrimonio”. Dice se vedete in loro una ”maturità” date loro i loro beni. Nel secondo versetto si dice anche di non toccare il bene dell’orfano, se non nel modo più bello, ”finché non giunga all’età adulta in cui potrà controllare il suo bene”. Un bambino piccolo non conosce il concetto di denaro. Non può sapere che cos’è il risparmio, che cos’è la spesa oculata, in quale campo investendo il suo denaro può accrescerlo. Se mettete del denaro in mano a un bambino, con quello compra o caramelle o cioccolato. Dunque l’età in cui controllerà il suo bene non è l’età della maturità corporea, ma della maturità mentale. Allo stesso modo l’età in cui giungeranno al matrimonio non è il periodo della pubertà in cui raggiungono la maturità corporea, ma l’età adulta/giovanile in cui possono controllare il loro bene e raggiungono la maturità mentale.

Nel versetto compare la parola “ruşden”. Significa che la donna e l’uomo devono essere “Reşit”.

“Rüşd: La capacità di saper trovare la retta via
Reşid: La persona che mostra agli altri la retta via.
Raşid: La persona che ha raggiunto la capacità di venire sulla retta via.
Mürşid: Colui che guida, educa, illumina”

Il mahr, nel Diritto islamico, è il denaro o il bene che l’uomo dà alla donna quando si sposa. Il mahr viene dato direttamente alla donna, non alla famiglia della donna. Secondo i versetti di cui sopra l’età della consegna dei beni al loro proprietario è l’età in cui quella persona può controllare il suo bene. Dunque la donna che riceve il mahr deve essere in un’età in cui può controllare quel bene o quel denaro.

Le pretese riguardo al fatto che Aisha si sia sposata a 6-9 anni non si accordano con l’età indicata nel Corano per il matrimonio. L’età del matrimonio indicata nel Corano è in piena armonia con il limite d’età presente nel nostro attuale Codice civile. Inoltre Bukhari, interlocutore delle fonti in cui è tramandata l’età di Aisha, è vissuto 238 anni dopo il nostro profeta, Muslim 243 anni, Tirmidhi 260 anni, Abu Dawud 256 anni, Nasa’i 238 anni, Ibn Maja 263 anni dopo. L’età di Aisha è tramandata in alcune fonti come 6, in altre come 9, in altre ancora come 18. In generale il riferimento sull’argomento dell’età del matrimonio è il Corano. Il Corano, per il matrimonio, indica l’età della maturità mentale.

Ma alcuni atei che ignorano questa prova netta sostengono che, nel versetto 4 della Sura At-Talaq, la dicitura “che non ha avuto il ciclo” indichi una bambina piccola.

وَٱلَّٰٓـِٔى يَئِسْنَ مِنَ ٱلْمَحِيضِ مِن نِّسَآئِكُمْ إِنِ ٱرْتَبْتُمْ فَعِدَّتُهُنَّ ثَلَٰثَةُ أَشْهُرٍ وَٱلَّٰٓـِٔى لَمْ يَحِضْنَ وَأُو۟لَٰتُ ٱلْأَحْمَالِ أَجَلُهُنَّ أَن يَضَعْنَ حَمْلَهُنَّ وَمَن يَتَّقِ ٱللَّهَ يَجْعَل لَّهُۥ مِنْ أَمْرِهِۦ يُسْرًا

”Se avete dubbi sull’iddah di quelle tra le vostre donne alle quali il ciclo è cessato (entrando nel periodo della menopausa), i loro termini di iddah sono tre mesi. Anche i termini di quelle che non hanno il ciclo sono così. Per le donne incinte l’iddah termina quando partoriscono i loro figli. Chi onora Allah e si guarda dall’opporsi a Lui, Allah gli concede una facilità nella sua faccenda.” (At-Talaq, 4)

Si dice che il periodo di attesa delle donne alle quali il ciclo è cessato, cioè entrate nel periodo della menopausa, è di 3 mesi. Perché si attendono 3 mesi? Per capire se è incinta o no. Una bambina che non ha il ciclo può rimanere incinta? No. Allora non c’è neanche bisogno che attenda 3 mesi. La donna rimasta incinta non ha il ciclo. Ma che sia incinta richiede tempo per essere capito. Anche per le donne in questa situazione il periodo di attesa è di 3 mesi. Quelle la cui gravidanza è certa attendono fino al parto.

L’espressione ‘vellai lem yahidne’, tradotta nelle traduzioni come ragazze che non hanno avuto il ciclo, è medicalmente la condizione chiamata “amenorrea secondaria”. Cioè indica le donne che non hanno il ciclo perché il ritmo mestruale si è alterato (che, pur avendo normalmente il ciclo, per vari motivi non hanno il ciclo in un periodo di 3 mesi o più).

Nel versetto 4 della Sura At-Talaq non compare l’espressione “non hanno ancora potuto avere il ciclo” che incontriamo in alcune traduzioni. Per poter dire non ha ancora avuto il ciclo dovrebbe comparire la parola ”ellaaiii lemma yahidne ”.

Lem: Conferisce il significato di che non sarà mai, o che non è mai stato.

Lemma: Conferisce il significato di che non è ancora stato ma sarà.

La parola “Nisa” che compare nel versetto è una parola usata per le donne adulte. Se la persona che non ha il ciclo fosse stata una bambina, allora avrebbero dovuto comparire le parole ” Vildan, Veled, Benat…”. Ma nel versetto compare la parola “Nisa” con cui si definiscono le donne adulte.

In conclusione il Corano non permette il matrimonio dei bambini. Una pratica sbagliata di questo tipo la applicano solo società lontane dal Corano. A causa di traduzioni sbagliate e fatte intenzionalmente, atei e bigotti sostengono che l’Islam permetta il matrimonio dei bambini. I bambini sono esseri verso cui bisogna mostrare tenerezza, nessuno può trovare nel Corano una prova per le sue opinioni perverse.