Nel Corano ci si rivolge solo all’uomo?
Una delle critiche che gli atei muovono al Corano è anche l’errore secondo cui “nel Corano ci si rivolge sempre agli uomini”. Pur non avendo alcuna prova dicono: “Il Corano si rivolge agli uomini, non considera la donna nemmeno un essere umano”.
Invece nel Corano l’appello è egualitario, nella forma “O voi che credete”, “O esseri umani”, “Di’ alle donne credenti e agli uomini credenti”. L’appello ”O voi che credete” ricorre in circa 90 versetti, l’appello “O esseri umani” in circa 20 versetti. Nella questione che riguarda le donne ci si rivolge solo alla donna, e nella questione che riguarda l’uomo ci si rivolge solo all’uomo.
Senza dubbio, gli uomini musulmani e le donne musulmane, gli uomini credenti e le donne credenti, gli uomini che obbediscono di cuore (ad Allah) e le donne che obbediscono di cuore (ad Allah), gli uomini sinceri e le donne sincere, gli uomini che pazientano e le donne che pazientano, gli uomini che temono (Allah) con rispetto e le donne che temono (Allah) con rispetto, gli uomini che fanno l’elemosina e le donne che fanno l’elemosina, gli uomini che digiunano e le donne che digiunano, gli uomini che custodiscono la propria castità e le donne che (la) custodiscono, gli uomini che ricordano molto Allah e le donne che (molto Allah) ricordano; (ecco) per costoro Allah ha preparato un perdono e una grande ricompensa. (Sura Al-Ahzab, 35)
Come si comprende anche dal versetto, l’appello e il risultato sono giusti ed egualitari per entrambi i sessi. L’uomo e la donna, quanto alle opere, sono del tutto uguali.
È la mentalità bigotta che afferma che la donna è stata creata debole e che la sua ragione è a metà. Allah, senza indicare il sesso, dice: “L’essere umano è stato creato debole.” (Sura An-Nisa, 28).